ARFID (Disturbo evitante restrittivo nell’assunzione di cibo)

12.03.2021

Non è raro che alcuni bambini siano etichettati come mangiatori "schizzinosi" o "selettivi" poiché non sembrano interessati al cibo oppure si nutrono soltanto con cinque, sei alimenti al massimo. Tra questi bambini c'è un sottogruppo per i quali l'alimentazione selettiva può comprometterne la crescita, lo sviluppo e le relazioni. Questi bambini potrebbero essere affetti da ARFID (Disturbo evitante restrittivo nell'assunzione di cibo).

Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione) il Disturbo evitante\restrittivo di cibo viene inserito all'interno della categoria dei Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione i quali vengono descritti come "caratterizzati da un persistente disturbo dell'alimentazione o da comportamenti inerenti l'alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale".

Nello specifico l'ARFID è un disturbo caratterizzato dall'evitamento o dalla restrizione dell'assunzione di cibo in relazione, ad esempio, ad un'apparente mancanza di interesse per il mangiare o per il cibo. La restrizione o l'evitamento può dipendere anche dalle caratteristiche sensoriali del cibo o da una preoccupazione relativa alle conseguenze negative del mangiare, come ad esempio soffocare o vomitare.

Alla base di questo disturbo vi è una costante incapacità di soddisfare le necessità nutrizionali e\o energetiche adeguate per quel determinato individuo e ciò comporta una significativa perdita di peso, un mancato ottenimento dell'aumento ponderale atteso o crescita discontinua nei bambini.

L'ARFID, oltre a minare la salute fisica dell'individuo, incide anche sul piano interpersonale, in quanto questi soggetti provano una sensazione di ansia e angoscia nel momento in cui devono prender parte ad attività sociali che prevedano il mangiare in pubblico davanti a parenti o amici.

Prima di diagnosticare il Disturbo evitante\restrittivo dell'assunzione di cibo è necessario accertarsi che il disturbo non sia meglio spiegato da una mancata disponibilità di cibo o da un'usanza propria di una determinata cultura come, ad esempio, il digiuno religioso e che non dipenda neppure da un comportamento caratteristico di un determinato momento dello sviluppo tipico (ad esempio il momento dello svezzamento).

Inoltre, il disturbo evitante\restrittivo dell'assunzione di cibo deve essere differenziato da altri disturbi alimentari come anoressia nervosa e dalla bulimia nervosa in quanto in questo caso il rifiuto del cibo non derivano da preoccupazione morbosa per il peso e da un'alterata percezione della propria immagine corporea.

L'ARFID, ancora, non deve essere anche riconducibile ad una patologia medica concomitante come allergie o intolleranze e non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale.

Gli individui che soffrono di disturbo evitante\restrittivo dell'assunzione di cibo possono essere suddivisi in coloro che hanno un'apparente mancanza di interesse per il mangiare o per il cibo (detto anche "Disturbo Evitante Emotivo del Cibo "); coloro che evitano il cibo a causa delle sue caratteristiche sensoriali e coloro che si preoccupano circa le conseguenze negative del mangiare.

I primi sono soggetti che palesano difficoltà emotive come malumore o nervosismo che interferiscono con il loro appetito e con l'alimentazione e manifestano un apparente disinteresse nei confronti del cibo. Inoltre, presentano difficoltà ad individuare il senso di fame, dimenticano di mangiare e si sentono sazi precocemente. Il secondo fenotipo è caratterizzato dall'eliminazione di cibi relativi alle loro caratteristiche sensoriali come aspetto, odore, consistenza, gusto, temperatura, seguito, generalmente, da un'assunzione di cibo considerevolmente ridotta. Il terzo sottogruppo è caratterizzato da una ristretta assunzione di cibo dovuta alla paura delle conseguenze negative del mangiare come: soffocare, vomitare, non riuscire a deglutire, avere diarrea, reazioni allergiche e dolori.

Per quanto riguarda lo sviluppo del Disturbo evitante\restrittivo dell'assunzione di cibo ha generalmente un esordio che avviene durante l'infanzia e che può persistere anche nell'età adulta. Questo disturbo si trova frequentemente in comorbilità con altri disturbi quali i disturbi d'ansia, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo dello spettro autistico, il disturbo da deficit di attenzione\iperattività e il disturbo dello sviluppo intellettivo.

La terapia e il trattamento sono necessari affinché possa essere ristabilita una normale alimentazione e fondamentale è anche il sostegno ai genitori i quali a causa della presenza di tale disturbo possono vivere il momento dei pasti con i loro figli come una vera lotta.