L'obesità infantile e le malattie organiche collegate.

25.01.2021

Di fronte ad un bambino in sovrappeso, è possibile che ci si ritrovi a fare dei pensieri come "tanto con lo sviluppo il grasso verrà riassorbito"; "molti bambini sono così a questa età poi da grandi la struttura fisica cambia e dimagriscono"; "è troppo piccolo per metterlo a dieta"; "se il problema poi continua allora si penserà a cosa fare"... questi sono alcuni dei pensieri che possono presentarsi in maniera automatica di fronte ad una situazione di sovrappeso.

Spesso tendiamo a minimizzare ciò che ci preoccupa o ci allarma, specialmente se non abbiamo tante conoscenze a riguardo. Quello che è importante sottolineare è che pensieri di questo tipo sono erronei e dannosi, in quanto il problema dell'obesità infantile non può risolversi semplicemente con la crescita ne tantomeno le conseguenze organiche possono essere bypassate da questo tipo di concezioni. Le lesioni delle arterie, prodotte da un sovrappeso importante e che comportano un alto rischio di patologie cardiovascolari nell'adulto, si sviluppano fin dai primi anni di vita. Non meno importante è sapere che un bambino obeso su 4 è affetto dalla sindrome metabolica responsabile dell'aumento dei casi di diabete di tipo 2 in età pediatrica, e un bambino obeso su 2 presenta steatosi epatica (ossia un accumulo di grasso nel fegato), questo comporta un elevato rischio di ammalarsi di cirrosi epatica una volta diventato adulto e anche da bambino se pur meno frequentemente. Un bambino su 4 resta obeso anche in età adulta e ricordiamoci che l'obesità in età adulta è responsabile di una serie di patologie organiche gravissime (problematiche cardiovascolari, polmonari, cancro ecc..) e che riduce la qualità di vita di almeno 15 anni rispetto a persone normopeso. E' importante, di fronte ad un aumento eccessivo di peso, rivolgersi subito ai professionisti della salute che si occupano di queste dinamiche per evitare complicazioni tanto al livello fisico-organico tanto quanto a livello psicologico.