Covid: può aver prodotto effetti sulle abitudini dei bambini?

18.12.2020

l periodo di reclusione che abbiamo vissuto e la riduzione della socialità di cui ancora oggi dobbiamo farci carico, ha in alcuni casi promosso uno stile di vita sedentario e un'alimentazione non bilanciata.

Questo si è verificato sia negli adulti che nei bambini: infatti, lo stato alterato dell'umore, quindi stati di ansia e di angoscia, ma anche la noia, possono aver influito sul tipo di alimentazione e sulla quantità di cibo assunta. Il cibo non ha solo una funzione fisiologica, fornendo sostanze nutritive all'organismo, ma anche di piacere e consolatoria, diventando una compensazione ad emozioni negative. Inizialmente l'assunzione di quantità di cibo più grandi, se utilizzata in questa modalità, può essere vissuta come fonte di benessere. Un regime alimentare con un introito calorico eccessivo ha effetti però a lungo termine sui bambini: sebbene questi non sperimentino forti sensi di colpa come gli adulti, sono però soggetti ad un aumento di peso, se la condotta alimentare persiste. In base ai dati dell'indagine 2019 della sorveglianza OKkio alla SALUTE, dell'ISS, che hanno integrato la sezione relativa all'Italia dell'iniziativa internazionale COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative), condotta dall'OMS, l'incidenza del sovrappeso infantile in Italia si attesta ad oltre il 20% della popolazione di riferimento, con un 9,4% di bambini obesi e un 2,4% di bambini severamente obesi: vista la diffusione si può affermare che questo è un vero e proprio problema nazionale di salute, che avrà ricadute anche sul futuro del sistema sanitario nazionale.

L'obesità infantile non ha conseguenze solo organiche, ma anche sulla sfera relazionale e psicologica. Infatti, gli effetti del sovrappeso e dell'obesità sui bambini sono di varia natura colpendo lo sviluppo tanto biologico che psico-affettivo: è da evidenziare inoltre che il 60% dei bambini obesi diventeranno adulti obesi in base alle "Linee guida per una sana alimentazione-edizione 2018", pubblicate dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea).

Inoltre, i bambini si sono ritrovati senza attività da poter svolgere, che sono state sostituite dalla tv e dai videogiochi: questo può aver contribuito alla creazione di abitudini caratterizzate dalla sedentarietà, che ancor di più contribuiscono ad un aumento di peso e alla possibilità per i bambini di sviluppare uno stato di sovrappeso o obesità. Sempre in base alle "Linee guida per una sana alimentazione-edizione 2018", pubblicate dal CREA, bambini che si mantengono attivi durante l'infanzia, da adulti avranno uno scheletro più robusto e da anziani saranno meno soggetti a osteoporosi. Ciò che il CREA raccomanda nella fascia di età da 5 a 17 anni è almeno un'ora al giorno di esercizio da moderato a vigoroso, consigliando almeno 3 volte alla settimana che sia vigoroso: l'esercizio può consistere in giochi di movimento o attività sportive.

Quindi, qualora le abitudini fossero cambiate, sarà necessario promuovere da parte dei genitori uno stile di vita sano ed attivo, sia per sé che per i propri figli. Bisognerà agire parallelamente su due fronti: da una parte ristabilire un regime alimentare equilibrato, che contempli 5 pasti giornalieri equilibrati nei nutrienti, che non preveda porzioni esagerate e che eviti spuntini fuori pasto; dall'altra promuovere lo svolgimento di attività fisica per almeno un'ora al giorno. Non è necessario svolgere uno sport, è funzionale anche una passeggiata o giocare all'aperto, magari in un parco.

Nel caso in cui sei preoccupato per tuo figlio/a è necessario comunque rivolgersi al proprio pediatra, che potrà dare informazioni più dettagliate rispetto al caso specifico e trovare soluzioni quanto più efficaci possibili attraverso l'invio a strutture dedicate, quando presenti sul territorio, o a professionisti che lavorano con un approccio multidisciplinare, avvalendosi del contributo di psicologi, nutrizionisti e pediatra di base.

Se hai dubbi riguardo il comportamento alimentare di tuo figlio/a e temi che l'Obesità sia un rischio reale, puoi rivolgerti alla Fondazione 13 Dicembre Onlus, dove un team di psicologi professionisti, esperti del comportamento alimentare, è pronto a sostenere te e il tuo bambino.